 | Il fascismo non fu una rivoluzione, come dissero i suoi sostenitori, ma neppure un'involuzione, come vuole l'interpretazione classica di Benedetto Croce. Fu invece il risultato dell'evoluzione di un sistema complesso, nato, al margine del caos del primo dopoguerra, dal materiale genetico che il conflitto aveva prodotto o sperimentato. Romolo Gobbi giunge a questa conclusione dopo aver ripercorso le interpretazioni del fascismo italiano dalle origini fino ai giorni nostri, soffermandosi particolarmente sull'opera di Renzo De Felice, con i suoi pregi e i suoi limiti, e ricorrendo agli schemi della teoria della della complessità che, per la prima volta applicati organicamente allo studio di un fenomeno storico, cercano di riconoscere negli eventi un fondamento scientifico e non emotivo. In questo modo la teoria dei sistemi complessi sovverte il ruolo dei grandi personaggi della storia: non furono i vari Lenin, Stalin, Mussolini, Hitler o Roosevelt a determinare gli avvenimenti, ma piuttosto queste figure furono l'espressione di forze in movimento, che avrebbero potuto trovare anche altri protagonisti. | |
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