Il mito del libro come concentrato di informazioni, cultura o sapienza, è ormai surclassato dalla presenza sul mercato di una marea di spazzatura libresca, che va dalle raccolte di barzellette, alle autobiografie di calciatori, piuttosto che di attricette, alle diete fai da te, ai libri di salute macrobiotica, ai manuali di magia o di tarocchi, ai trattati mistico-spiritistici..., etc. Inflazionano il mercato librario anche i più seri manuali di cucina, di giardinaggio, di sports, di antiquariato, di restauro, di bricolage in generale, di turismo e vacanze, di motori, etc. E poi ci sono i veri dominatori del mercato librario: i libri di scuola e quelli religiosi. Quale sia la percentuale di libri siffatti sul totale dei libri venduti in Italia non si sa, ma, comunque, il nostro paese ha pochissimi lettori in generale. In Italia ci sono molti editori, si stampano numerosissimi titoli, molte sono le traduzioni, ma di libri se ne vendono pochi. Le librerie vanno diminuendo, ma aumentano i punti vendita nei supermercati e, soprattutto nelle fiere del libro che si tengono in numerose città, ma di libri se ne vendono pochi. La "rete" ha messo a disposizione degli autori la possibilità di stampare libri fai da te, dal testo alla copertina, senza subire nessun tipo di censura, ma di libri se ne vendono pochi. Nel 2001 firmai un contratto con un noto editore milanese per un libro dal titolo provvisorio "L'agricoltura è una truffa". Il libro venne consegnato in anticipo, il primo maggio del 2003, e dopo qualche mese mi venne pagato. Si trattava di una storia dell'agricoltura, dall'origine ai giorni nostri, che descriveva le sciagure collegate ai vari modi di coltivare i terreni, alle forme di sfruttamento del lavoro, alle ribellioni degli schiavi o dei contadini, alle carestie legate ai cattivi raccolti e alla dipendenza dai prodotti coltivati. Il libro non venne mai pubblicato dall'editore che ne aveva approvato il contenuto, e neanche altri editori, di destra o di sinistra, hanno avuto il coraggio di stamparlo, o, più semplicemente, hanno calcolato che il libro non avrebbe venduto abbastanza copie. Affinché quello che è capitato a me e anche ad altri non possa più avvenire, propongo che ogni salone del libro che si tiene in Italia riservi uno stand per gli autori sconosciuti o non più riconosciuti. Gli stands riservati a questi autori dovranno essere attrezzati con fotocopiatrici, scanners, etc, in modo che i manoscritti possano essere replicati e consegnati ai richiedenti e, su loro richiesta, illustrati. Anche gli editori dovrebbero frequentare questi stands e magari scoprire che uno dei manoscritti rifiutati dalla loro rete di "controllori" vale la pena di essere pubblicato. Anche gli organizzatori dei vari saloni del libro dovrebbero in qualche modo premiare gli scrittori ignoti più meritevoli, magari con una piccola pubblicazione da far circolare all'interno della manifestazione. Comunque, non essendo più disposto ad accettare ulteriori ritardi, pubblicherò il mio libro "Semi, guerre e carestie", un capitolo per volta, sul mio sito. |
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