La libertà di opinione è il cuore della democrazia
Anonimo
    Home page   Libri   Registrati   Log in  
 
Benvenuti!
 
La verità nella storia
 
Figli dell'apocalisse
 
LIbertà di opinione e democrazia
 
Gli Olocausti
 
Filosofia e democrazia
 
Governo Globale
 
Monologo
 
Impero Americano
 
La Terza Guerra Mondiale ?
 
Geopolitica e Complessità
 
Giochi di guerra
 
Le piccole apocalissi pedagogiche
 
Lo sciopero del grano
 
11 settembre 2001
 
Involuzione Francese
 
Non si vive .... senza pane
 
28 ottobre 1922: Marcia su Roma
 
Hiroshima, crimine contro l'umanità
 
Guerra contro l'Europa
 
Clima e Rivoluzione
 
Addio alla specie
 
Popolazione
 
Il complesso del '68, ovvero, il '68 alla rovescia
 
L'agricoltura affamerà il mondo
 
Evoluzione e Rivoluzione
 
Resistenza addio
 
Salone del Libro e Israele
 
La merce libro
 
Semi, guerre e carestie introduzione
 
Semi, guerre e carestie Capitolo I
 
Semi, guerre e carestie - capitolo II
 
Semi, guerre e carestie Capitolo III
 
Semi, guerre e carestie Capitolo IV
 
Semi, guerre e carestie Capitolo V
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo VI
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo VII
 
Semi, guerre e carestie Capitolo VIII
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo IX
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo X
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo XI
 
Semi, guerre e carestie - capitolo XII
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo XIII
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo XIV
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo XV
 
Semi, guerre e carestie - Capitolo XVI
 
Quaderni Rossi e Classe Operaia
 
Il prossimo Presidente USA
 
America contro Europa
 
America contro Russia
 
La globalizzazione è nuda
 
Il pensiero unico occidentale
 
E' Guerra Fredda
 
Le ultime provocazioni di Bush: Ucraina
 
E' crisi in casa USA
 
Cattivo Gusto
 
Pax Americana?!
 
BRIC 4, G 8, G 20, OSCE 56. Danno i numeri !
 
Bombe a Bombay
 
Obama - Drama
 
Terrore in Israele
 
Obama: la festa è finita
 
L'economia non è una scienza
 
Il terzo mandato di Clinton
 
L'orso russo e i pagliacci del circo globale
 
Il declino dell'Impero Americano
 
Obama non è Cicerone...
 
Obama: cento giorni di parole, parole, parole...
 
N.A.T.O. contro Eurussia
 
CinRussia: un futuro probabile
 
Obametto è il suo profeta
 
Complessità e politica: Iran
 
G8, un altro fallimento
 
? Mercato Globale ?
 
La guerra dei gasdotti
 
Prove d'inflazione
 
La guerra dei dazi
 
La gravidanza isterica di Obama
 
(Af)Fondo Monetario Internazionale
 
F.A.O.: Fame Aiuti Obama
 
Il tramonto ha l'oro in bocca
 
L'impotenza del potere
 
L'uomo con una qualità: Obama
 
A Obama il Nobel per la guerra "giusta"
 
L'incoscienza della scienza
 
Cina: il gigante fa passi da gigante
 
L'altra faccia della Cina
 
Cina: guerra e pace
 
Religione e Politica: dall'Ucraina all'Italia
 
Gli Stati Uniti, una demoplutocrazia
 
Obama: Guerra Nucleare e Guerra Convenzionale
 
Dove è finito Google?
 
Obama e il Dalai Lama
 
Addio alla Classe Operaia
 
BRIC(k): un mattone in faccia a Obama
 
Pechino guarda il mare
 
Russia: "Patria potente e libera"
 
USA: zero in diplomazia
 
Cina: perche gli occidentali...
 
Perchè smacchiare i pellicani?
 
G20: foto ricordo o anticipazione?
 
Mamma li Turchi!
 
Alleato .... "d'Egitto"
 
SOS: Siamo Ossessivamente Spiati
 
IRAQ: la guerra (non) è finita!
 
Israele, Grecia Turchia e Iran
 
 
Benvenuto, ospite
L'agricoltura asseterà il mondo Autore: RomoloGobbi | Data: 20/01/2008 22.29.21
L'acqua dolce disponibile in superficie viene consumata per il 70% dall'agricoltura, per il 20% dall'industria e solo il restante 10% va al consumo diretto degli uomini. Se 50 anni fa la disponibilità media annuale per il consumo individuale era di 16.800 metri cubi, oggi questo è sceso a 6.800; inoltre:"Nei prossimi 20 anni la quantità media di acqua pro capite diminuirà di un terzo rispetto a oggi". Se questa realtà drammatica viene vista paese per paese, si scopre una realtà ancora più drammatica, perché, se un canadese consuma 326 litri al giorno, il consumo di un indiano scende a 40 litri e in un villaggio del Kenia se ne consumano solo 10 litri al giorno. Nel 1996 28 paesi erano afflitti da problemi idrici o di scarsità di acqua; secondo le previsioni, entro il 2025 questa cifra dovrebbe crescere a 56. E' stato ipotizzato che il numero di persone che vivono in paesi privi di una quantità adeguata di acqua è destinato a salire, tra il 1990 e il 2025 da 131 milioni a 817 milioni. L'India sarà uno dei paesi più colpiti, infatti, mentre nel 1951 la disponibilità media di acqua totale era di 3450 metri cubi per abitante l'anno, alla fine degli anni '90 era scesa a 1250 metri cubi; la proiezione per il 2050 è di 760 metri cubi. Bisogna sapere che se la disponibilità annua di acqua per persona scende al di sotto dei 500 metri cubi, la sopravvivenza della popolazione è gravemente compromessa.
Se l'India ha sete, anche la Cina non è da meno: "Su 600 città principali, 400 non hanno acqua a sufficienza. Il Fiume Giallo, lo Hai e lo Huai sono asciutti per mesi, anche se conoscono piene devastanti". Altri fiumi nel mondo si impoveriscono sino quasi a scomparire: il PO come il Colorado, l'Eufrate come il Paranà.
Tutto questo è conseguenza dell'uso agricolo dell'acqua, visto che in realtà le necessità quotidiane di acqua potabile per gli esseri umani ammontano a pochi litri, anche se la situazione si sta aggravando per la crescita della popolazione. Molte sono le colture che richiedono abbondanti irrigazioni: il riso. Il granoturco, il girasole, le barbabietole, i pomodori, oltre a numerose piante da frutto. Recentemente alcune di queste colture sono state intensificate ulteriormente per la produzione di biocarburanti, il che è stato definito un vero “crimine contro l’umanità”, perché per produrre anche solo il 5% del combustibile per i trasporti, bisognerebbe destinare il 15% della superficie totale, sottraendola alla produzione alimentare.
L’aumento della produzione agricola comporta la ricerca di nuove disponibilità di acqua dolce attraverso la costruzione di nuove dighe, il che creerà nuovi conflitti per l’utilizzo delle nuove risorse idriche. Siria e Giordania progettano di costruire una grande diga che sbarrerà lo Yarmuk, uno dei due rami del Giordano, acuendo i conflitti sull'utilizzo del fiume tra Israele, Palestina e Giordania.
Anche il controllo delle alture del Golan, contese tra Siria e Israele, riguarda l'utilizzo delle acque. Ben più gravi i conflitti che deriveranno dalla costruzione di nuove dighe in Turchia, che potrebbero far scomparire il Tigri e l'Eufrate, distruggendo definitivamente l'Iraq. Anche in Africa potrebbero scatenarsi conflitti per l'utilizzo delle acque del Nilo tra Egitto, Sudan ed Etiopia. Alla lotta per l'accaparramento delle acque per irrigare le coltivazioni, e oltre alle perdite ed agli sprechi dei sistemi di irrigazione, un'altra parte di spreco delle acque superficiali deriva proprio dalla produzione di biocarburanti. Poiché le terre coltivabili sono limitate, si ricorre alla deforestazione per poter piantare mais. La deforestazione produce un danno alle acque superficiali perché il sottobosco delle foreste pluviali funziona da serbatoio di acqua e la foresta ne impedisce l'evaporazione, consentendo la penetrazione nel terreno e l'alimentazione delle falde acquifere sotterranee.
Si sa che la deforestazione produce il suo maggior danno riducendo l'assorbimento dell'anidride carbonica da inquinamento, ma produce un danno ulteriore facilitando l'erosione dei terreni.
Ancora una volta, per risolvere problemi così gravi, essenziali per la sopravvivenza umana, non si può che invocare la costituzione di un "governo globale" che sappia imporre agli interessi dei singoli paesi l'interesse generale della sopravvivenza della specie.

Commenti:

e l'allevamento? scienzamarcia
I dati riportati vanno corretti, dato che se non erro una gorssa fetta dell'acqua ascritta all'agricoltura viene utilizzata in realtà per l'allevamento. L'allevamento a sua volta affama gli affamati e satura di proteine (nonchè ormoni e antibiotici) chi ha la pancia piena causando svariati cancri al colon.
Se i cereali servissero non per nutrire le nostre future bistecche, ma direttamente le persone affamate, la fame del mondo cesserebbe di colpo.

Quanto al problema idrico è causato dell'uomo: basta guardare quello che stanno facendo al cielo.










Webmaster: ma1069(at)gmail.com
Risoluzione consigliata: 800 x 600