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Anonimo
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F.A.O.: Fame Aiuti Obama Autore: RomoloGobbi | Data: 26/10/2009 23.58.58
Il premio Nobel per la pace, Barak Obama, ha dichiarato in più occasioni di voler aiutare i Paesi più poveri: "I Paesi ricchi hanno l'obbligo morale di combattere la povertà e la fame nel mondo, anche nell'interesse della sicurezza nazionale". All'incontro del G8 dell'Aquila sono stati stanziati 20 miliardi di dollari, di cui 3 promessi dagli USA, per gli aiuti all'Africa. A parte il fatto che la somma stanziata all'Aquila "corrisponde a cinque euro e 18 centesimi all'anno, cioè 43 centesimi al mese, per ogni africano", quegli stanziamenti "sono rimasti tragicamente sulla carta". Inoltre, questa cifra non attenua il fatto che l'aiuto all'agricoltura del terzo mondo si è ridotto dal "17%, come era negli anni '70 (...) contro il 4% attuale". Queste dichiarazioni sono state ribadite da Jacques Diouf, direttore generale della FAO, in apertura dei lavori del Forum di esperti ad alto livello su come nutrire il mondo nel 2050, svoltosi a Roma il 12 e 13 ottobre, in preparazione della Giornata Mondiale dell'alimentazione, tenutasi nella stessa città il 16 ottobre di quest'anno: "Diouf ha anche sollecitato il leaders mondiali ad incrementare gli aiuti esteri allo sviluppo al 17 per cento, il livello che avevano nel 1980, rispetto all'attuale 4-5%". La scarsità degli aiuti al terzo mondo è ulteriormente evidenziato dal confronto con gli aiuti stanziati per gli agricoltori dei Paesi ricchi: "L'ammontare di 44 miliardi di dollari di aiuti ufficiali allo sviluppo agricolo è molto poco, se paragonato ai 365 miliardi di dollari spesi nel 2007 a sostegno dell'agricoltura dei Paesi ricchi, ai 1340 miliardi che si spendono ogni anno nel mondo in armamenti ed alle migliaia di miliardi di dollari raccolti in breve tempo nel 2008-2009 per puntellare il settore finanziario".
Alla Giornata Mondiale dell'Alimentazione di Roma hanno inviato un messaggio il Papa, è intervenuto Enrique Iglesias, Segretario Generale del Vertice Ispano-Americano, e persino il Sottosegretario al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Antonio Bonfiglio. Non ha invece inviato nessun messaggio il papa nero Obama, che invece continua a ribadire i suoi messaggi contro la tirannia: "Nessun Paese riuscirà a creare ricchezze se i suoi leaders sfruttano l'economia per arricchirsi o se la polizia può essere comprata dai trafficanti di droga. Questa non è democrazia, questa è tirannia ed è tempo che finisca". Questo messaggio, lanciato da Obama nel luglio di quest'anno ai popoli dell'Africa, ben potrebbe estendersi a tutti i governi del mondo, a cominciare dagli USA. Nessun altro capo di governo ha mandato messaggi alla Giornata Mondiale dell'Alimentazione e forse per questo la stampa mondiale ha disertato questo importante avvenimento. Così nessun giornale italiano - la stampa italiana è stata qualificata tra quelle dei Paesi a "media libertà" - ha riportato le allarmanti analisi emerse durante la riunione della FAO: "Le proiezioni indicano che la popolazione mondiale raggiungerà nel 2050 i 9,1 miliardi di persone, dagli attuali 6,7 miliardi, e richiederà dunque un incremento del 70 per cento della produzione".
But we can't! Non solo perchè non si è mai marciato verso l'obiettivo di "dimezzare la fame entro il 2015, ma finora l'unica cosa che si dimezza sono I fondi per gli aiuti". La fame nel mondo è ulteriormente aumentata in seguito all'attuale crisi economica a ha raggiunto la cifra pazzesca di un miliardo e 200 milioni: "Nel momento in cui il numero delle persone che soffrono la fame ha raggiunto un picco storico, vi è il più basso livello di aiuti mai registrato". E proprio i Paesi che soffrono di più la fame hanno visto ridurre le proprie entrate: "Molti Paesi hanno subito cali generalizzati nei propri flussi finanziari e commerciali ed hanno assistito ad una caduta verticale delle entrate da esportazione, degli investimenti esteri, degli aiuti allo sviluppo e delle risorse in denaro".
Il problema della fame nel mondo è comunque di difficile soluzione anche perché: "A causa del cambiamento climatico si ridurrà la disponibilità di acqua e vi sarà un aumento delle infestazioni di parassiti e di malattie delle piante. Si stima che gli effetti combinati del cambiamento climatico potrebbero far calare la produzione del 30 per cento in Africa e del 21 per cento in Asia". Il problema è talmente grave che verrà nuovamente affrontato in un Vertice Mondiale sulla sicurezza alimentare, che si terrà presso la sede della FAO di Roma dal 16 al 18 novembre 2009. Nell'attesa: tutti zitti!

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